Prof. Ing. Giorgio Praderio

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LE DATE DEGLI ESAMI sito ufficiale del DAPT.

Mostra Architetture in Viaggio

Orari ricevimento dei collaboratori

ArCA3

Lab-ArCA3

EPE

Utilita'

Normativa Settore edilizia del Comune di Bologna (Regolamento Edilizio, PRG e modulistica varia)

 

Agli studenti di AR.CA3 che chiedono "revisioni" al progetto

Attenzioni da adottare:

- completezza elaborati e loro sequenza ordinata;

- rappresentazioni in 3D (debitamente supportate da planimetrie e sezioni;

- scale appropriate (1:500 per planivolumetrico integrale, 1:200-1:100 per sezioni architettoniche);

- definire il contesto (verde, parcheggi, mobilità,...);

- utilizzare plastici ove utile (cioè sempre);

- ricorrere a schizzi ideativi "a mano libera"

Prof. Giorgio Praderio

 

 

 

Premio di progettazione alla Dottoressa Francesca Poggi

Emporio di “architetture delle identità e consapevolezze” (radicamenti e differenze) e di “progetti responsabili e possibili” (efficienti e fattibili) per le nostre città europee.
Corso di AR.CA3 di Giorgio Praderio. (Bologna aa 2009/2010)

Questo sito web, per semplicità mediatica e finalità formative, contiene un insieme aperto di proposizioni urbane, idee spaziali ed esperienze di progetto pensate per le nostre città, soprattutto europee. L’ho chiamato emporio, dato che la sua “merce” è culturale essendo costituita da una molteplicità di architetture accomunate da esplicite responsabilità negli autori ed estese consapevolezze di campo, di vario segno: ambientali, sociali, culturali).
Senza forzature disciplinari, inerzie dottrinarie, cascami ideologici.

In tale inusuale emporio, artigiano e quasi ludico (“outlet di architetture”) , si dipana dunque un crescendo progettuale di inesauribili opzioni e utili riferimenti. Agire on-line e curare rapporti in rete pongono tuttavia seri problemi interpersonali tra gli attori di questa comunità di “polis” di urbanità di nuovo conio; perché induce rapporti laschi tra studenti e docenti, sollecita la libera costruzione di un foro globale di conoscenza creativa (costruzione artistica ) attraverso gli oggetti dell’abitare ma anche oltre questi. Le metodologie nascono dal basso e dall’alto contemporaneamente e sono rivolte sia alla tradizionale e reale “multi città identitaria” (dell’essere) che alla virtuale e irreale “ipercittà del divenire”, nuova soglia dell’urbanizzazione mondiale.

Vi appaiono molti lavori di studenti e ricercatori, di colleghi e professionisti, collocati nei nuovi orizzonti dell’architettura contemporanea nell’accezione postmoderna e l’articolazione dei quadri europei di riferimento: ambientali, normativi, progettuali.

La scuola bolognese del progetto poggia sulle due culture dell’ingegneria edile ed architettura urbana, svolgendosi nella sede storica dell’alma mater studiorum che da tempo si è incamminata lungo i sentieri dell’avventura progettuale, dell’umanesimo del logos tra parola e immagine. Dove il progetto è chiamato a tradurre le apparenti complessità in convincenti semplicità (per questo chiamato “multi progetto”).

La sfida è nel riconoscimen8to dei nuovi mestieri professionali, della ricerca delle impronte ambientali lasciate dalle opere territoriali e lo studio degli effetti di tante costruzioni portatrici di linguaggi formali e stili di vita urbana.

Si riconoscono in questo “outlet delle architetture” le nuove dimensioni abitative, il duro contrasto tra stanzialità storiche e mobilità innovative presenti nelle metamorfosi delle città, i repertori classici e le novità accettabili, fino ai nuovi materiali e un riverificato equilibrio tra natura ed artificio.

I cresceti ma labili radicamenti territoriali e le differenziate realtà urbane vengono amplificati dai sistemi interattivi e digitali, intersecandosi con afflati spirituali e forme animate. E’ ragionevole allora porsi antiche domande, circa le architetture possibili, le costruzioni non esauribili nella sola materia o fisicità, le opere dotate di senso ultimo, infine oggetti e componenti che si fanno artefatti umani. tra aneliti alla perfezione e ansie di imperfezioni perché dettate dalle condizioni di campo..

L’architettura va considerata un valore aggiunto, costitutivo delle città, oltre il reale, fisicità e materia, verso il virtuale, possibilità e immateriale: di luoghi e paesaggi, esterni ed interni, spazi e oggetti.

Significati profondi si percepiscono nei casi riportati e tesi di laurea magnificate, resi in sembianze visibili, nelle realtà vissute, in carnalità costruttive e flussi vitali. Per questo Il processo deve essere unitario (olistico), sorretto da metafore (arte) e aggiornati paradigmi, con aiuti (sussidi, procedure, apparati).
La sembianze viste e percepite (forme e figure) possono esprimere estensioni virtuali, testimoniare potenza simbolica, rivelare l’essenza dell’opera (ontologia), e le latenze contenute (possibilità), con le tante e diverse risonanze culturali, sociali e simboliche.

Le città divengono nel corso di ARCA3 punto di partenza , laboratori urbani ove le costruzioni ne costituiscono l’esito conclusivo, oltre la mera edilizia. Le multi città storiche (reti di città delle identità e cittadinanze, in cui prevalgono le invarianti)e le ipercittà della globalizzazione (metropoli, città degli ospiti e apolidi, in cui prevalgono eventi e allestimenti transitori, costituiscono la matrice generativa delle incombenti architetture.

Tra architettura e progetto, la costruzione infatti si erge come tramite essenziale, artefatto che condensa valori ontologici (essenziali), funzionali (necessitanti), simbolici (significanti) e tecnici (attuativi), infine linguistici (grammatica e sintassi) e formali/figurativi.
I profili estetici del passato (memoria), si confrontano con gli aspetti scientifici della modernità contemporanea (il presente), aprendosi in questa fase postmoderna alle speranze di futuro.

Ogni costruzione pone ai progettisti il problema fattuale ma anche effettuale della realtà territoriale che l’ospita e origine il tema; solleva l’orizzonte metafisico dei significati di fondo (ermeneutica) oltre che dei comportamenti (antropologia dell’abitare). Che devono sfociare in un confronto autentico con le specifiche ed effettive condizioni di campo in cui si agisce.
Il contesto ambientale entra così a far parte di ogni progetto e di ogni opera, dove si miscelano gli ingredienti risolutivi ritenuti necessari e ogni componente si concerta con altri (oltre schemi, regole e modelli, solo transitori e strumentali): per generare soluzioni finali organiche perché ogni parte concorre al tutto e questo è presente in ogni parte.

Il corso riprende allora i livelli del progetto (programmatico e preliminare, definitivo ed autorizzativo, esecutivo e costruttivo, infine gestionale e di garanzie) e sollecita analisi estese, di casi, contesti, esempi, simulazioni. All’approccio per settori funzionali e tipologici si preferisce quello per fattori trasversali (informazioni e comunicazioni, tecnologie e ambiente, reti e logistica,…). Invocando la salutare commistione tra arte e bellezza con qualità e sostenibilità, registrando ormai da tempo che le architetture pervengono ai limiti dei propri mondi, si fanno virtuose (efficienti) e giuste (efficaci), sicure e di risparmio.

Il corso AR.CA3 privilegia in questi ultimi anni accademici alcuni fattori strategici considerati invarianti all’architetture e dunque compresenti nelle costruzioni: esplorazioni sull’ontologia dello spazio per l’uomo (il sacro), i movimenti territoriali (i turismi), gli scambi (centri commerciali e outlet), le esposizioni e mostre (fiere, musei,..).
I viaggi annuali in città europee validano in sito l’apprendimento didattico, perché aprono a estese sollecitazioni internazionali (UniAdrion, Erasmus , tesi di laurea all’estero, concorsi,…).

 

 

Pagine create da Francesco Fulvi il 21.11.10 14:51